sabato 18 maggio 2013

Buona la prima di Podere Palazzo Wines Trophy


Grande successo all'Adriatic Golf per la prima di edizione di
Podere Palazzo Wines Trophy

Milano Marittima – Oltre sessanta partecipanti da tutta Italia alla prima edizione di Podere Palazzo Wines Trophy svoltasi sabato scorso all'Adriatic Golf Club di Milano Marittima. 
Diciotto le buche per i concorrenti, suddivisi in tre categorie, in un evento promosso da Podere Palazzo, cantina sulle colline di Cesena. I vincitori nelle rispettive categorie sono stati Sergio Foschi (prima categoria), Marcello Baiardi (seconda) e Massimiliano Rossi (terza categoria). A premiarli con le migliori referenze della Cantina cesenate, Cesare Trevisani titolare di Podere Palazzo e il Presidente del Golf Club Fabio Di Pietro, che hanno consegnato anche due premi speciali, il primo Senior a Enrico Neri e la prima Lady a Tina Pasini.
La giornata è poi proseguita con una degustazione con i vini di Podere Palazzo accompagnata dai prodotti tipici dell'Emilia Romagna.
Il nuovo appuntamento ora è per sabato 7 settembre con la seconda edizione di questa gara sempre sotto le insegne di Podere Palazzo.

Successo della prima edizione di Podere Palazzo Wines Trophy a Milano Marittima: 60 partecipanti da tutta Italia. Sabato 7 settembre nuovo appuntamento sempre a Milano Marittima.
Nella foto allegata: da sx Fabio Di Pietro (Presidente Adriatic Golf Club Cervia), Sergio Foschi (vincitore prima categoria), Cesare Trevisani (Podere Palazzo).
 

Ufficio Stampa
Agenzia PrimaPagina – Cesena (Forlì-Cesena)
Filippo Fabbri


Cicloturismo nelle Terre di Faenza: bellezza e convenienza!


Società di Area "TERRE di FAENZA" www.terredifaenza.it
Cicloturismo nelle Terre di Faenza: bellezza e convenienza!
Dall' 1 al 9 giugno soggiorni a condizioni particolarmente vantaggiose e iniziative ad hoc, anche per gliaccompagnatori, per scoprire un paradiso per gli amanti della bicicletta

In occasione della "Giornata Verde 2013", promossa dall'"Unione Appennino e Verde", in programma domenica 2 giugno,  le Terre di Faenza (www.terredifaenza.it) propongono un'interessante iniziativa per tutti gli amanti della bicicletta. Infatti, nel periodo fra l'1 e il 9 giugno, numerose strutture ricettive del territorio proporranno ai cicloturisti e ai loro accompagnatori delle condizioni di soggiorno particolarmente vantaggiose e alcune iniziative studiate ad hoc.
Nel dettaglio: sconti dal 15 al 20% per un soggiorno minimo di 3 notti in mezza pensione; sconti del 20% per eventuali accompagnatori nella stessa camera con lo stesso trattamento; menù dello sportivo; "cestino" light dello sportivo per il pranzo; trasferimento dei bagagli ad altra struttura del territorio; custodia bicicletta; piccola officina o convenzione con officina riparazioni; attività per accompagnatori (corsi cucina anche con erbe e fiori, ricamo, decupage, degustazioni e visite a cantine, visita guidata al Giardino delle Erbe di Casola Valsenio), riduzioni ingresso piscina termale  e pacchetti speciali alle Terme di Riolo, sconti su accesso al Golf Club "La torre" di Riolo Terme.

Le Terre di Faenza si trovano nell'entroterra della provincia di Ravenna, dove iniziano le prime dolci colline di Romagna, lungo la via Emilia, a metà strada tra Bologna e Rimini. Una porzione di territorio ideale per gli amanti della bicicletta che, immersi nel verde, fra scorci di incantevoli paesaggi e borghi ricchi di storia, cultura e una appetitosa enogastronomia, possono cimentarsi in percorsi per mountain bike e stradali di assoluto livello e adatti a tutte le "gambe". Percorsi che possono andare a formare circuiti ad anello attraversando Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese e Solarolo. Le strade, in questo territorio, sono ben mantenute e gradevoli da affrontare, anche per la grande varietà dei percorsi. Strade poco trafficate, in valli semisconosciute, ma proprio per questo incontaminate. Indimenticabile salire a Monte Albano, il passo che unisce Casola Valsenio e Zattaglia, sulla "Strada della Lavanda". E come il Monte Albano ce ne sono altre cento di salite. E come la valle del Senio ce ne sono tante altre nelle Terre di Faenza. Strade che salgono tra i frutteti o affondano tra i boschi. Strade che in ogni stagione hanno profumi diversi, rumori nuovi, colori sorprendenti. Che possono arrivare a paesaggi insoliti come le doline e i boschi del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola.

Le strutture che hanno aderito all'iniziativa sono:
Agriturismo Ca' de Gatti – Faenza http://www.cadegatti.it/, Agriturismo Corte dei Mori – Brisighella http://www.cortedeimori.it/it/, Agriturismo La Sabbiona – Faenza http://lasabbiona.it/, Agriturismo Rio Manzolo – Brisighella http://www.riomanzolo.it/, Agriturismo Trerè – Faenza http://agriturismotrere.eu/, Agriturismo Valgemiglio - Casola Valsenio http://www.agriturismovalgemiglio.it/, Albergo Alma - Riolo Terme http://www.albergoalma.com/, Albergo La Rocca - Brisighella www.albergo-larocca.it/, Albergo Serena - Riolo Terme http://www.serenahotel.it/, Bio Residence Rigenera - Casola Valsenio http://www.biorigenera.com/, Ca' Budrio - Casola Valsenio http://www.cabudrio.com/, Caterina residence – Faenza http://www.caterinaresidence.it/home.php, ClassHotel – Faenza http://www.classhotel.com/itfaenza, Golf Hotel Terme - Riolo Terme http://www.golfhotelterme.it/, Hotel Cavallino – Faenza http://www.hotel-cavallino.it/, Hotel Cristallo - Riolo Terme http://www.hcristallo.com/, Hotel La Meridiana – Brisighella http://www.lameridianahotel.it/, Hotel Villa delle Fonti - Riolo Terme http://www.villadellefonti.com/.

Per informazioni generali: www.terredifaenza.it,  tel. 0546 71044.

Ufficio stampa Società di Area "TERRE di FAENZA"
Coop Aleph rif. Pierluigi Papi

sabato 13 aprile 2013

Musica folk per scoprire sapori e territori - Faenza (RA) 9-12 maggio 2013

Società di Area "TERRE di FAENZA" www.terredifaenza.it

Musica folk per scoprire sapori e territori

Nelle campagne di Faenza (RA) un'originale rassegna musicale che prende vita nei cortili delle case, lungo le strade e nei campi tra concerti ed enogastronomia

A pochi chilometri da Faenza (RAVENNA), in una suggestiva località chiamata Castel Raniero immersa nel verde fra le colline e la campagna, dal 1999 prende vita un originale e quanto mai importante appuntamento musicale: La musica nelle Aie – Castel Raniero in festa.
Musicale ma non solo. Infatti, l'evento rappresenta un momento di partecipazione, scambio, incontro e dialogo fra musicisti provenienti da tutta Italia eun pubblico eterogeneo che sulle note del folk scopre anche il territorio, il suo ambiente, il cibo e il vino.

Il Festival si articola per quattro giornate, dal 9 al 12 maggio.
Lungo un percorso panoramico ad anello di circa 5 km (da compiere a piedi o in bicicletta), facendo tappa lungo le strade, nei cortili e nelle aie delle case, all'ombra di un grande albero o sotto il caldo sole primaverile, sarà possibile ascoltare una moltitudine di piccoli e grandi concerti.
Concerti, ovviamente, di musica folk, tradizionale o moderno, nella sua accezione più ampia.
L'atmosfera che si crea è davvero unica: dalla sensazione della festa rurale in un'aia tra balli e vino, alla meravigliosa dimensione solitaria della musica che riecheggia tra i vigneti e i campi di grano.

Il calendario dettagliato è on line sul sito www.musicanelleaie.it.
Questi gli appuntamenti musicali principali:
giovedì 9 una serata tutta dedicata al ballo, quello folk, con i gruppi FERMENTO ETNICO, UVA GRISA e CAPA CUPA;
venerdì 10, saranno ospiti DANIELE RONDA E FOLKCLUB, uno dei nomi nuovi e importanti della scena folk italiana;
sabato 11 MALGHESETTI, che faranno ascoltare i brani del loro ultimo disco, e la grande GINEVRA DI MARCO;
domenica 12 LAME A FOGLIA D'OLTREMARE.

Oltre ai concerti, nei quattro giorni del Festival sono previste visite culturali e naturalistiche alle ville e ai boschetti di Castel Raniero, mostre, stage, mercatini di prodotti tipici e ovviamente lo stand gastronomico pronto a soddisfare tutti quelli che vorranno passare un fine settimana molto speciale.

Per informazioni:
www.musicanelleaie.it




Ufficio stampa Società di Area "TERRE di FAENZA"
Coop Aleph rif. P. P.

Due Maestri di cucina a Casa Artusi - 17 Aprile

Un Corso insieme a due Maestri di Cucina
Antonia Klugman e Pier Giorgio Parini
Mercoledì 17 aprile Scuola di cucina Casa Artusi

Forlimpopoli (Fc) - Lei e lui.
Due eccellenze della gastronomia italiana per la prima volta insieme. Pronti a svelare i loro segreti. Quelli che rendono ogni loro piatto una piccola opera d'arte per il palato.
Antonia Klugmann
e Pier Giorgio Parini, zenit e nadir della cucina, in coppia, a quattro mani, per una serata imperdibile.
Tutto questo in un luogo non scelto a caso.
La Scuola di Cucina di Casa Artusi,
nella sezione Maestri di Cucina, che ospita da sempre grandi cuochi a disposizione dei corsisti.
Dopo grandi Maestri come Antonella Ricci che ha preparato direttamente le manate di farro di grano arso, e Luciano Zazzeri con i ravioli al profumo di mare che hanno incantato i presenti, ora è la volta di Pier Giorgio Parini, cuoco, come lui ama definirsi, in continua ascesa, affine a René Redzepi per la sua sorprendente e accurata ricerca di sapori da inserire nel piatto, quali pino, cipresso e erbe spontanee.
Insieme a lui, Antonia Klugmann con la sua cucina viva, libera, abituata all'uso di sapori puri, netti del suo territorio. Con la passione comune per la natura e l'essenzialità dei prodotti, entrambi prenderanno per mano i partecipanti nella Scuola di Cucina mercoledì 17 aprile
(ore 20,30), 'raccontando' i colori, le consistenze e le sonorità del cibo. Guidando in presa diretta la preparazione di ogni loro piatto.
In degustazione, le sei portate a sorpresa, con abbinati i vini dei rispettivi territori.
Non è casuale l'incontro di questi due personaggi a Forlimpopoli, nella terra del padre della gastronomia italiana.
Entrando in scuola ci si immerge in un'atmosfera di casa.
Un luogo in cui i cuochi ospitati, sono a disposizione del corsista con un approccio sensoriale, pratico, storico, nel quale è presentata una cucina del quanto basta,
dettata dall'esperienza, dalla pratica, un luogo in cui l'occhio soppesa, modula, sperimenta, calibra la ricetta secondo il proprio gusto, e diventa protagonista.
Casa Artusi propone corsi di cucina pratici e dimostrativi, con l'intento di raccontare la storia dei prodotti e di chi li sta utilizzando; davanti a ciascun partecipante, con uno spirito di condivisione, giocoso e curioso. Le mani, il ricordo, i sapori  si intrecciano nella trasmissione del sapere sotto il cappello (la tuba) di Pellegrino Artusi, incurante del tempo trascorso, anzi sempre più attuale. "La Scienza in Cucina" raccoglie ricette dinamiche e intriganti, odierne e sostenibili. 
La Scuola ha un pubblico internazionale, le emozioni che trapelano dai volti di chi partecipa comunicano la comprensione di un territorio, di una regione, di un paese nella sua complessità artistica ed enogastronomica.
L'esperienza di lavorare insieme in 20 postazioni individualmente attrezzate, facilita il confronto, la condivisione, l'arricchimento umano e culturale, e genera nuove amicizie.
Info sul corso: tel. 0543-743138
www.info@casartusi.it

Breve scheda dei due protagonisti del corso
Pier Giorgio Parini
Nel 2010 il Wall Street Journal lo ha inserito tra i 10 migliori giovani chef d'Europa, nel 2011, a 35 anni, è stato nominato giovane dell'anno per la guida Espresso e, sempre nel 2011, ha ottenuto la prima Stella Michelin per la sua cucina al Povero Diavolo
 (Torriana-Rimini www.ristorantepoverodiavolo.com). 
I suoi riconoscimenti più recenti parlano di 'Tre Forchette' nella Guida Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso 2013 (punteggio 90/100), e 'Tre Cappelli' in quella dell'Espresso 2013 (18/20).
Parini è cresciuto all'insegna del rispetto per la terra e per il cibo, arrivando a dar vita ad una cucina coraggiosa, impreziosita da accostamenti arditi ed originali: i suoi piatti sono una miscela di tecnica, inventiva e sperimentazione di ingredienti inusitati e materie rime di qualità.
La cucina del giovane cuoco romagnolo è frutto di una continua ed appassionata ricerca di vegetazioni spontanee, coltivazioni particolari e prodotti provenienti da diversi territori. Ma la parte più importante della sua ricerca si basa sui profumi, che inventa e mescola con fantasia in tutti i suoi piatti.

Antonia Klugman
32 anni, membro dei Jeunes Restaurateus d'Europe, triestina con radici ebraiche e una cultura di terre di confine, molto legata al suo territorio ed agli ingredienti che, volta per volta, secondo le stagioni, questo produce. Sono fondamentali la stagionalità e l'elemento vegetale: due costanti nelle sue creazioni. Insieme al compagno, il sommelier Romano De Feo, inaugureranno a breve il loro ristorante: L'argine a Venco' (Dolenia del Collio – Gorizia).

Forlimpopoli, 12 Aprile 2013


Casa Artusi
via A. Costa 27/31 - 47034 Forlimpopoli (FC)

Oltre 5 quintali di Piadina Romagnola serviti a Vinitaly dal Consorzio

Prima uscita pubblica del Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola
A Vinitaly serviti oltre 5 quintali di piadina

Rimini - Battesimo col botto per il neo costituito Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola. La prima uscita pubblica è stata nella kermesse di Vinitaly a Verona (7-10 aprile), appuntamento che ha visto la piadina del Consorzio assurgere a 'pane ufficiale' nel ristorante del Padiglione dell'Emilia Romagna. Nella quattro giorni fieristica oltre 5 i quintali di piadina che hanno accompagnato il pranzo e le degustazioni di winelovers, giornalisti e addetti ai lavori di tutto il mondo.
"Siamo soddisfatti di questa prima uscita pubblica del Consorzio che ha visto la piadina romagnola a fianco dei principali prodotti tipici dell'Emilia Romagna – afferma il Presidente Elio Simoni – Vinitaly rappresenta una vetrina di prestigio per le migliaia di visitatori che attira da tutto il mondo, pubblico per lo più interessato, e gli apprezzamenti che ci sono arrivati confermano che siamo sulla strada giusta nella valorizzazione di questo prodotto simbolo della Romagna.
Ringrazio l'Enoteca regionale per l'opportunità che ci ha dato, nel frattempo ci stiamo organizzando per la prossima iniziativa che ci vedrà protagonisti a Bruxelles con una degustazione davanti alla Commissione Europea".
 
Rimini, 11 aprile 2013


martedì 2 aprile 2013

"PRIMAVERA GREEN" a Brisighella (RA)


Società di Area "TERRE di FAENZA"
www.terredifaenza.it

"PRIMAVERA GREEN" a Brisighella (RA)



Immergersi nella Natura e nella Cultura della Vena del Gesso Romagnola, tra il delizioso borgo medioevale di Brisighella incastonato nel gesso, la Grotta "speleologica"Tanaccia, il centro visite e del rifugio del Parco "Cà Carnè", fino ad arrivare alla vetta più alta della Vena del Gesso Romagnola, la cima di Monte Mauro. www.brisighella.org


Da aprile fino al 30 ottobre Visita speleologica della Grotta Tanaccia. È possibile visitarla previa prenotazione telefonica al 339-2307028 (Ivano) e l'ingresso a pagamento comprende la guida, il casco con impianto di illuminazione e la tuta da speleologo. È necessario essere provvisti di scarponcini o stivali personali e di abbigliamento adeguato.

14 aprile centro storico – Piazza Marconi "Sagra Salumi Stagionati e del Tartufo Marzolino". E' una sagra che conivolge i produttori di salame artigianale e amatoriale nelle categorie "carni tradizionali" e "carni provenienti da mora romagnola" e sotto Via degli Asini ci saranno bancarelle di prodotti tipici e di artigianato tradizionale e stand gastronomici.

Dal 14 aprile al 12 maggio centro storico - Chiesa del Suffragio 17.ma mostra di ricamo.
Esposizione di ricami antichi e moderni provenienti dalla Valle del Lamone

Dal 20 aprile al 18 giugno al centro culturale Guaducci – Zattaglia Vetro di pietra - Lapis Specularis. Mostra sulle cave di lapis specularis nella Vena del Gesso Romagnola.

1 maggio "Passeggiata dei Tre Colli". La manifestazione non competitiva organizzata dal Circolo Anspi "G.Borsi" con partenza ore 09.30 da Via Fossa. Famiglie, giovani, bambini e amici riscoprono il piacere di stare insieme, godendo delle bellezze collinari.

1 e 5 maggio Parco G.Ugonia Brisighella Primizie di Primavera. Degustazioni, bancarelle, stand gastronomico e intrattenimenti per assaporare i meravigliosi sapori e profumi delle colline di Brisighella.

5 maggio Centro Visite Ca' Carnè – Brisighella "Alla scoperta di orchidee, ginestre & Co!". Escursione guidata gratuita con ritrovo al centro visite alle ore 15,30 per riconoscere i fiori più o meno rari che crescono spontaneamente nel parco. A corollario giornata di pittura creativa. Info 347 9151211

10, 11 e 12 maggio Zattaglia- Frazione di Brisighella "Sagra del cinghiale di Zattaglia". Stand gastronomico, musica e mercatino di prodotti tipici.

12 e 19 maggio Parco G.Ugonia Brisighella Sagra del Carciofo Moretto. Degustazioni, bancarelle, stand gastronomico e intrattenimenti per festeggiare il delizioso Carciofo Moretto di Brisighella.

26 maggio Centro Visite Ca' Carnè – Brisighella "Alla scoperta di farfalle, scarabei & Co!".
Escursione guidata gratuita con ritrovo al centro visite alle ore 15,30 per conoscere un mondo "parallelo" come quello degli insetti. Le principali tecniche di studio e di ricerca, l'osservazione e il riconoscimento delle specie più caratteristiche saranno tra gli obiettivi di questo insolito incontro.

Per informazioni:  Ufficio Informazioni Turistiche Brisighella tel. 0546 81166 www.terredifaenza.it


Ufficio stampa Società di Area "TERRE di FAENZA"
Coop Aleph rif. Pierluigi Papi

sabato 30 marzo 2013

La Primavera si festeggia sulle colline romagnole.

Società di Area TERRE di FAENZA
La Primavera si festeggia sulle colline romagnole
A Casola Vasenio (RA) un doppio appuntamento con i "carri di pensiero":
alti fino a sei metri rappresentano raffinate allegorie popolari

Anche se in un periodo leggermente posticipato rispetto alle origini, riproponendo una tradizione popolare ultra centenaria – era il 1891 quando un gruppo di artigiani del paese decise di organizzare la Festa di Mezzaquaresima, pure detta della Segavecchia – anche in questo 2013 Casola Valsenio (Ravenna) si appresta a celebrare l'originale Festa di Primavera.
L'appuntamento è fissato giovedì 25 aprile per le vie e le piazze del centro storico del paese, con il momento clou della sfilata dei "carri di pensiero" nel pomeriggio.
Sabato 27 aprile, poi, si svolgerà la suggestiva e coinvolgente Notte di Primavera, la sfilata in notturna dei "carri di pensiero" che per l'occasione si arricchirà di giochi di luce e musiche legate ai temi e alle allegorie rappresentate dai carri.

Pur avendo mutato nome e data, la festa di Casola Valsenio conserva inalterati i caratteri tradizionali. Sfila ancora, preceduto dalla banda del paese, il carro della Vecchia che viene processata e bruciata, e sfilano ancora i "carri di pensiero", ogni anno ricchi di forme nuove, di allegorie sempre più raffinate, di costumi e colori più ricercati e con dimensioni sempre più imponenti (alti fino a sei metri, accolgono anche venti figuranti).
Inoltre, come è sempre stato, i figuranti restano immobili in forme plastiche per tutto il tempo della sfilata, dando vita e dei veri e propri quadri viventi, una sorta di pagina tridimensionale di letteratura popolare.
Si tratta di un linguaggio che, anche in questo nuovo millennio, conserva tutta la sua forza di comunicazione e di impatto emotivo per l'originalità delle idee, per la ricercatezza dei costumi e dei colori, per l'imponenza e l'arditezza delle forme.
Un linguaggio che resta ancorato alla tradizione, pur adeguandosi ai mutamenti di costume e di cultura. Come una volta, i costruttori dei carri lavorano gratuitamente per oltre un mese, per la soddisfazione di un premio simbolico, per l'applauso della folla e, soprattutto, per l'affermazione dell'idea che esprimono con il carro.

Quella di Mezzaquaresima era festa di origine pagana che interrompeva il grigiore della Quaresima con un giorno di carnevale. Prendeva così vita la sfilata del carro della Vecchia (rappresentata da un enorme e grottesco mascherone) e il corteo di carri accompagnati dal lancio di confetti e di aranci.
La Vecchia, nella tradizione romagnola, era vista come la colpevole di tutti i mali della stagione agricola passata e per questa colpa, dopo un processo caricatura, veniva segata (da qui la ricorrenza della "Segavecchia") o, come succedeva a Casola, bruciata in piazza tra canti, urla e balli con un rogo di purificazione e di buon auspicio per la stagione che stava per iniziare.

Info: Ufficio Informazioni Turistiche Casola Valsenio tel.  0546 73033


Ufficio stampa Società di Area TERRE di FAENZA
Coop Aleph rif. Pierluigi Papi

Faenza - Pierluigi Zama Presidente di Assoenologi Romagna

PIERLUIGI ZAMA PRESIDENTE DELLA
SEZIONE ROMAGNA DI ASSOENOLOGI
Un plauso a Giordano Zinzani che lascia dopo 22 anni

Faenza – Sabato scorso, presso la sede della sezione Romagna dell'Associazione Enologi Italiani, a Tebano di Faenza, durante l'Assemblea di sezione è stato eletto il nuovo comitato direttivo per il triennio 2013-2015.
Alla presenza del Direttore Generale Giuseppe Martelli sono stati votati i seguenti enologi: Greta Bertaccini, Valter Bighini, Lorena Castellari, Stefano Fabbri, Nicola Gentile, Filippo Gimelli, Scipione Giuliani, Luciano Mazzini, Maurizio Ortali, Marco Rubboli, Pierluigi Zama.
Il presidente di sezione uscente, Giordano Zinzani, ha illustrato l'attività svolta nell'ultimo triennio e ha ringraziato i colleghi del Comitato e i soci per l'impegno profuso nel cercare di rendere stimolante e interessante l'attività  degli enologi della sezione Romagna.
Il Comitato di sezione neo-eletto, all'unanimità ha eletto Presidente di sezione e Consigliere Nazionale Assoenologi l'enologo Pierluigi Zama e come Vicepresidenti gli enologi Maurizio Ortali e Valter Bighini. Come segretaria è stata confermata Lorena Castellari.
L'assemblea ha fatto un grande plauso a Giordano Zinzani che lascia dopo 22 anni la presidenza della sezione Romagna, "persona stimata dai colleghi, esempio di impegno nazionale ed internazionale a supporto della categoria", è stato detto nel corso dell'Assemblea.

L'Assoenologi fondata ad Asti nel 1891 raggruppa oggi circa quattromila tecnici distribuiti sul tutto il territorio nazionale.
Scopo primario è quello di operare per il miglioramento e la tutela della produzione vitivinicola nazionale e per la sua valorizzazione e diffusione in Italia e all'estero partecipando a comitati e commissioni ministeriali.



Tutti a seminare il labirinto di Alfonsine


Tutti a seminare
il labirinto di Alfonsine


Domenica 7 aprile 13
si potrà partecipare attivamente alla creazione della straordinaria "opera naturale"









Anche per l'estate 2013 prenderà vita ad Alfonsine il "Labirinto Effimero" più grande d'Europa, presso l'azienda Carlo Galassi.
Per tutte le persone che vogliono partecipare attivamente alla creazione di questa straordinaria "opera naturale" l'occasione è per  domenica 7 aprile, quando verrà seminato il mais che sarà utilizzato per "disegnare" il labirinto creandone le alte pareti che delineeranno il fitto reticolato dei sentieri nei quali "perdersi" nel corso dell'estate.
A tutti gli intervenuti, dalle ore 10 fino al tramonto, verranno consegnati dei semi di mais che verranno seminati accompagnati dallo stresso Carlo Galassi, che non mancherà di fornire qualche anticipazione su quelli che saranno i temi del 2013 cui si ispira il labirinto, arricchendoli di curiosità e di aneddoti, fra tradizione e mistero.
Punto d'incontro per partecipare alla semina del labirinto è l'Azienda agricola Galassi Carlo (via Roma, 111) ad Alfonsine. 

L'apertura del labirinto è prevista ai primi di giugno, anche se dipenderà dalle condizioni climatiche che influenzano, e non di poco, il ritmo di crescita delle piante.
 
Ufficio stampa: P.Papi



sabato 23 marzo 2013

Ecco il Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola

A battesimo il Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola
Primo atto ufficiale dopo l'ottenimento della IGP transitoria

Quattro province coinvolte, in una terra di Romagna che nel 2012 ha registrato una produzione di oltre 35 milioni di kg di piadina e un fatturato che sfiora i 100 milioni di euro

Farina, acqua, sale, strutto (o olio d'oliva), senza aggiunta di conservanti o aromi additivi.
Dietro a questi pochi e semplici ingredienti si cela una delle protagoniste indiscusse delle tavole di Romagna, conosciuta e celebrata in Italia e nel mondo.
E' la Piadina Romagnola, un vero 'cibo di strada' che grazie al suo prezzo contenuto e alla varietà di abbinamenti, rappresenta ormai un fenomeno di costume che cattura gli amanti della buona tavola.
E da oggi la prelibatezza simbolo della Romagna ha una marcia in più: dopo il riconoscimento dell'IGP (Indicazione Geografica Protetta) aggiunge un nuovo tassello nella valorizzazione del prodotto: la nascita del Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola, sostenuto da un gruppo di produttori in rappresentanza di tutta la zona di lavorazione consentita dal Disciplinare, da Rimini a parte della Provincia di Bologna (9 comuni sul tracciato del fiume Sillaro), passando per Forlì-Cesena e Ravenna.

Caratteristiche del Consorzio.
Obiettivo principale del Consorzio, Presieduto da Elio Simoni, sono una serie di iniziative tese alla valorizzazione del prodotto, soprattutto a seguito dell'importante traguardo del riconoscimento IGP (per ora transitorio su scala nazionale, in attesa che si esprima in merito la Commissione Europea). E proprio all'Europa guarda una delle prime iniziative del Consorzio che organizzerà una degustazione a Bruxelles davanti alla Commissione Europea illustrando storia, peculiarità, caratteristiche di questo prodotto simbolo della Romagna. Il battesimo del fuoco per la piadina del Consorzio, invece, è previsto  a Vinitaly (Verona 7-10 aprile), la più importante manifestazione nazionale dedicata al vino,  dove la Piadina Romagnola diventa il 'pane ufficiale' al ristorante del Padiglione dell'Emilia Romagna, visitato ogni anno da migliaia di winelovers, giornalisti e addetti ai lavori da tutto il mondo. La partecipazione avviene grazie alla collaborazione con l'Enoteca Regionale.
Quattordici in questa prima fase (al 22 marzo) le aziende artigianali o semi-industriali che animano il Consorzio, in rappresentanza dell'intero territorio: Adp (Riccione), Alimenta Produzioni (Riccione), Compagnia della Piada (San Giovanni in Marignano - Rn), Piadina Le Vele (Bellaria Igea Marina), Riviera Piada (Rimini), Piada d'Oro (Saludecio - Rn), Acquamarina (Coriano - Rn), Alla Casalinga (Roncadello Forlì), Come una volta (Forlì), Gitoma (Bagnacavallo - Ra), Deco Industrie (Bagnacavallo), Gastone (Ravenna), Graziano Piadina Romagnola (Massa Lombarda), Negroni (Castel Guelfo – Bo). Un numero è destinato a crescere in fretta dal momento che sono in corso di valutazione nuove adesioni da parte di piccole e medie aziende del settore.

I numeri della piadina.
Le ragioni del successo della Piadina Romagnola, sono da imputarsi proprio alla varietà delle proposte e alla semplicità di realizzazione, veloce, pronta e adatta in qualunque momento della giornata. Un 'cibo' alla romagnola che è diventato anche un business. E sono i numeri che muove a testimoniarlo. In Romagna la produzione delle piadine ha raggiunto i 35 milioni di kg per  un fatturato di circa 70 milioni di euro, che salgono a 92 se si considerano le zone contigue di San Marino e dell'Emilia. E a questi numeri vanno aggiunti i fatturati dei chioschi, veri testimonial dell'artigianalità del prodotto, diffusi in ogni angolo della Romagna e il cui giro d'affari è stimato in ulteriori 15/20 milioni di euro.
Riguardo ai canali di acquisto del prodotto, il 76% avviene nella Grande distribuzione (Gdo), il restante nell'Horeca. Guardando infine alle aree di vendita, la Piada si afferma come prodotto nazionale, con il 32% nel Nord-Est, il 31% nel Nord-Ovest, il 18% al Centro, il 19% al Sud.

Gli ingredienti.

Quattro gli ingredienti base della Piadina: Farina di grano tenero; Acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); Sale (pari o inferiore a 25 grammi); Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi). Il Disciplinare contempla anche materie prime opzionali come gli agenti lievitanti (carbonato acido di sodio, difosfato disodico, amido di mais o frumento, fino a 20 grammi), con il divieto di aggiungere conservanti, aromi e/o altri additivi.

Dopo l'impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti. Per potersi fregiare dell'Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite.
Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).

Cenni storici.
Antichissima l'origine della piadina, che si fa risalire al tempo dei Romani. Tra i primi a citarla anche Virgilio nel VII libro dell'Eneide quando scrive di una exiguam orbem, un disco sottile che una volta abbrustolito, veniva diviso in larghi quadretti.
Si tratta di un cibo semplice che nel corso dei secoli ha identificato e unificato la terra di Romagna sotto un unico emblema passando da simbolo della vita rustica e campagnola, "pane dei poveri", a prodotto di largo consumo. Tra i cantori della piadina troviamo illustri esponenti della letteratura italiana, come Marino Moretti, Aldo Spallicci (col suo nome ha intitolato la rivista di tradizioni romagnole" La Pie" da lui fondata nel 1920) e soprattutto Giovanni Pascoli. Al poeta di San Mauro va il merito di ufficializzare il termine 'piada', italianizzando la parola romagnola 'piè'. Pascoli in un famoso poemetto tesse un elogio della piadina, alimento antico "quasi quanto l'uomo", e la definisce "il pane nazionale dei Romagnoli".
Fino a cent'anni fa, la "piadina" era un sostituto del pane a cui si ricorreva tra un'infornata settimanale del pane e l'altra. Nel secondo dopoguerra, la "Piadina Romagnola" si è diffusa sia nelle campagne che nelle città, non più considerata un surrogato del pane, ma una golosa alternativa. A partire dagli anni Settanta, alle "piadine" casalinghe si accompagneranno quelle di produzione artigianale.  Nell'area costiera della zona di produzione, e soprattutto nel riminese, si è storicamente diffusa ed affermata la "Piadina Romagnola" o "Piada Romagnola" alla Riminese caratterizzata dal fatto di essere sottile e flessibile.


Citazioni celebri da Pascoli a… Bersani (Samuele)
Giovanni Pascoli 'La Piada':
"Il mio povero mucchio arde e già brilla: / pian piano appoggio su due mattoni il nero testo di porosa argilla. // Maria, nel fiore infondi l'acqua e poni il sale; dono di te, Dio; / ma pensa! l'uomo mi vende ciò che tu ci doni. // Tu n'empi i mari, e l'uomo lo dispensa nella bilancia tremula: / le ande tu ne condisci, e manca sulla mensa. // Ma tu, Maria, con le tue mani blande domi la pasta e poi l'allarghi e spiani; / ed ecco è liscia come un foglio, e grande come la luna; // e sulle aperte mani tu me l'arrechi, / e me l'adagi molle sul testo caldo, e quindi t'allontani. //  Io, la giro, e le attizzo con le molle il fuoco sotto, / fin che stride invasa dal calor mite, e si rigonfia in bolle: e l'odore del pane empie la casa".

Samuele Bersani nella canzone 'Freak':
"Ciao ciao ai tuoi orecchini con il simbolo della pace. Te li ho comprati io d'estate al mercatino dei freak. Non mi hai nemmeno detto grazie ma ti sei fermata lì a ballare. Dimmi dell'India, hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola?"

Piada e abbinamenti.
Accanto alle varianti più tradizionali che la vedono accompagnata a salumi, affettati, formaggi, salsiccia, verdure gratinate o erbette, senza disdegnare la farcitura dolce con nutella, miele o marmellata, negli anni, adeguandosi alle mode e alle tendenze gastronomiche del momento, si sono moltiplicate le varianti più innovative. E così troviamo la piadina con formaggio greco feta, rucola e vesuviani, o quella con pecorino al tartufo, rucola e crema di porcini. Anche se la coppia piada- squacquarone (formaggio molle tipico della Romagna che da meno di un anno può fregiarsi della DOP) è senza dubbio una delle più amate dai "cultori" romagnoli.
Parente stretto della piadina, ma meno conosciuto, è il crescione o cassone. Si tratta di una piadina farcita prima della cottura e ripiegata su sè stessa. Nella ricetta originaria era ripieno di verdure (di solito erbe di campo saltate in padella con aglio e olio), oppure di zucca, patate e formaggi. Oggi sono infinite le varianti del crescione che ne fanno un ecclettico protagonista di cene leggere o merende gustose.

Forlimpopoli, marzo 2013

Ufficio Stampa P.P. Cesena
M Magni – F.Fabbri
 

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